Per il card. Sepe, è necessario "ipotizzare ex novo una cultura economica che sappia partire dall’identità culturale del Meridione". ” “Le popolazioni del Sud, infatti, "sono ricche di valori, quali l’etica del lavoro come ‘fatica’, il valore indiscusso della famiglia, dell’amicizia, della lealtà, l’apertura all’accoglienza e alla diversità, valori, risorse umane e grande agilità mentale che, ben coltivate, possono contribuire ad uno sviluppo autonomo e alla crescita morale e civile del Mezzogiorno". La politica economica, dunque, "deve saper guardare al territorio, favorendo la nascita e l’incremento di realtà produttive locali che sappiano attingere alle grandi risorse presenti nel Mezzogiorno come l’agricoltura, il turismo, l’artigianato".” “Infine, "l’ultimo passo verso la verità consiste nell’abbandonare ogni forma di rassegnazione e di disfattismo e avere il coraggio non certo di rimuovere, cancellare o adeguare la nostra storia, ma di inventare nuovi percorsi e investire sul futuro aprendo il Meridione al nuovo che avanza". Il Mezzogiorno, ha concluso il card. Sepe, "può e deve diventare un punto di forza di tutto il Paese e non la punta di un iceberg di una crisi che riguarda tutto il Paese, se saprà organizzare una propria specifica economia e strutturare se stesso come ponte sul Mediterraneo, su questo ‘mare nostrum’ da sempre aperto allo scambio di culture e civiltà".” “