MEZZOGIORNO: CARD. SEPE, "PUNTO DI FORZA DI TUTTO IL PAESE" (2)

"I rapporti di potere politico, soprattutto nei confronti dello stato, considerato solo come erogatore di risorse – ha evidenziato il card. Sepe – da un lato ha enfatizzato la politica dell’intervento pubblico straordinario, bloccando la crescita autopropulsiva del Mezzogiorno, dall’altro ha finito col generare una rete di piccolo e grande clientelismo che ha schiacciato i diritti sociali, soprattutto delle fasce più deboli". Il fenomeno del clientelismo, ha denunciato il porporato, "al Sud, proprio per le carenze di sviluppo economico, sociale, civile e per gli allarmanti dati sulla disoccupazione giovanile, ha trovato terreno più fertile nella criminalità organizzata", che "oggi è più difficile da debellare perché ha dato vita a forme di economia sommersa e parallela, l’unica capace di offrire facili guadagni".” “Un terzo passo verso la verità consiste, ha proseguito il cardinale, "nel coraggio della denuncia per spezzare quel circolo vizioso". Un quarto passo, "per rimuovere gli aspetti che impediscono lo sviluppo del Sud, consiste nel liberarsi da una concezione di sviluppo che guarda a modelli lontani dalla nostra realtà": "I modelli di sviluppo e di organizzazione industriale imposti al Sud non solo non si sono integrati nei nostri modelli socio-culturali, ma hanno avuto un effetto di disgregazione del precedente tessuto economico, sociale e culturale proprio del Sud". (segue)” “