Dopo la recita dell’Angelus, il Papa, ieri mattina, ha lanciato un appello per tutti i sequestrati del mondo: "Mi giungono purtroppo di frequente ha detto – richieste di interessamento nei confronti di persone, tra le quali anche sacerdoti cattolici, tenute sotto sequestro per diversi motivi e in varie parti del mondo". "Porto tutti nel cuore e tutti tengo presenti nella mia preghiera ha aggiunto Benedetto XVI – pensando, tra gli altri casi, a quello doloroso della Colombia". Di qui l’"accorato appello agli autori di tali atti esecrabili, affinché prendano coscienza del male compiuto e restituiscano al più presto all’affetto dei loro cari quanti tengono prigionieri". "Affido ha proseguito – le vittime alla materna protezione di Maria Santissima, Madre di tutti gli uomini". Nei saluti nelle varie lingue, in francese il Santo Padre si è rivolto ai "responsabili della Comunità di Sant’Egidio, provenienti dall’Africa, dall’Asia e dall’America latina, riuniti per un tempo di formazione sul tema: ‘Acclamate a Dio da tutta la terra. Canto e Parola di Dio nella preghiera della Comunità’". "Possiate tutti, nel Sacramento dell’Eucaristia, acquistare forze nuove ha concluso il Papa – per essere sempre più testimoni viventi della pace e della misericordia del Signore".