BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS: NEL "SILENZIO INTERIORE" RISCOPRIRE "IL DIO VICINO"” “” ” ” “

“Il sommo Mistero della nostra fede" è "la Santissima Eucaristia, reale presenza del Signore Gesù Cristo nel Sacramento dell’altare": lo ha detto, ieri mattina, Benedetto XVI, prima di introdurre la recita dell’Angelus, da piazza S. Pietro, in occasione della solennità del Corpus Domini, che in Italia si è celebrata ieri. "Ogni volta che il sacerdote rinnova il sacrificio eucaristico, nella preghiera di consacrazione ripete: ‘Questo è il mio corpo… questo è il mio sangue’", ha ricordato il Papa, precisando che "lo dice prestando la voce, le mani e il cuore a Cristo, che ha voluto restare con noi ed essere il cuore pulsante della Chiesa". Ma, ha aggiunto il Santo Padre, "anche dopo la celebrazione dei divini misteri il Signore Gesù resta vivo nel tabernacolo; per questo a Lui viene resa lode specialmente con l’adorazione eucaristica, come ho voluto ricordare nella recente Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis". Anzi, ha sottolineato Benedetto XVI, "esiste un legame intrinseco tra la celebrazione e l’adorazione. La Santa Messa infatti è in se stessa il più grande atto di adorazione della Chiesa". "L’adorazione al di fuori della santa Messa – ha osservato il Papa – prolunga e intensifica quanto è avvenuto nella celebrazione liturgica, e rende possibile un’accoglienza vera e profonda di Cristo". (segue)