RELIGIONE: CLARIS (UNIVERSITÀ CATTOLICA), "UNA NATURALE DOMANDA DI SENSO"

"L’ispirazione cristiana nella professione docente" illumina "la visione del mondo e della vita che fa da orizzonte di senso dell’educazione, e motiva più profondamente l’azione educativa". Lo ha affermato Carlo Nanni, docente di filosofia dell’educazione presso l’Università Pontificia Salesiana, nel suo intervento alla Giornata di studio in corso presso l’Università di Torino su "Religione, scuola, educazione e identità". Per Maria Teresa Moscato, pedagogista dell’Università degli studi di Bologna, "l’immagine di Dio si forma, nel corso dell’infanzia, come garante di un ragionevole ordine del mondo e della correttezza delle norme". Occorre chiedersi, ha aggiunto, "quali siano gli effetti, sullo sviluppo dell’identità dell’io, di un costume educativo che nega l’esistenza di Dio" e "separa di fatto i bambini dagli adulti di riferimento per tempi molto lunghi". "La dimensione religiosa fa parte dell’orizzonte antropologico umano fin dalle origini nella forma di una naturale domanda di senso", ha sottolineato Sonia Claris (Università Cattolica), e "l’educazione al senso religioso va intesa come processo che aiuta la ricerca e le domande sul vivere, il morire, il bene e il male". Si tratta, pertanto, di "un percorso" indispensabile "per consentire all’uomo di crescere, esprimersi pienamente e alfabetizzarsi in una dimensione, quella religiosa, che ha bisogno di cura attenta e rinnovata".