"Una sana democrazia ha bisogno di riconoscere le fedi personali e la loro appartenenza comunitaria. Non le può bastare né una religione civile riconosciuta sulla base di un mero consenso sociale", né "una religione rinchiusa nel privato, concepita come scelta soggettivistica e perciò irrilevante per la vita sociale". Lo ha detto Mario Toso, rettore dell’Università Pontificia Salesiana, intervenuto questa mattina alla Giornata di studio in corso presso l’Università di Torino, promossa dall’Ateneo con la Facoltà Teologica interregionale del capoluogo. Tema dell’incontro, "Religione, scuola, educazione e identità". Per Toso, "la dimensione religiosa della persona non esula dall’universalità della ragione, semmai la trascende", e "la fede dei cittadini, come le corrispondenti comunità religiose che la educano, alimenta quel ‘capitale sociale’ – fatto di relazionI stabili, di stili di vita, di valori condivisi, di amicizia civile, – di cui ogni democrazia non può fare a meno, se non vuole ridursi a pura amministrazione di interessi disparati". Di qui la necessità che "lo Stato, come insieme di procedure", garantisca "alle fedi personali e alle comunità religiose la possibilità di offrire la loro proposta di vita buona, regolandole nel loro libero confronto democratico, pubblico e plurale". (segue)