"L’esperienza delle fondazioni antiusura è un modello maturo per l’individuazione di temi emergenti e per la conseguente elaborazione di un’agenda di politiche pubbliche rispetto a queste stesse emergenze". Lo ha dichiarato, stamattina, intervenendo all’Assemblea annuale della Consulta nazionale antiusura, il sociologo Maurizio Fiasco, secondo il quale "le fondazioni ci forniscono un quadro non solo delle famiglie indebitate, ma delle famiglie tout court, mostrando l’evoluzione della famiglia italiana nel tempo", ma anche "come sia diventata oggetto di operazioni di marketing e di business". Dal 2001, ha evidenziato il sociologo, "c’è ristagno nei consumi delle famiglie italiane. Negli anni ’90, quando il paniere dei consumi cresceva del 2%, l’indebitamento e l’usura erano legati alla recessione economica, ma anche quando questa è finita non sono aumentati i consumi tradizionali". Il problema è che "sono aumentati, invece, i consumi aleatori, legati alla ‘chance’ che il consumo di alea offre". A ciò si aggiungono, ha sottolineato Fiasco, "le spese telefoniche, non per parlare con parenti, amici o per lavoro, ma per votare nei reality show, per conoscere l’oroscopo del giorno, per acquistare loghi e suonerie e per scaricare giochini". Per questo tipo di telefonia con "servizi a valore aggiunto" nel 2005 "ogni giorno si sono spesi 7 milioni di euro". (segue)