"Un dramma che si aggiunge a tante altre tragedie dei boat-people che fuggono dalla miseria del proprio Paese sperando di trovare in Occidente l’eldorado". E’ il commento di mons. Dominique Rey, vescovo di Fréjus-Toulon, alla tragedia del mare che ha causato 18 vittime, tra cui due adolescenti, i cui cadaveri sono stati ripescati venerdì 1° giugno a sud delle coste di Malta dalla fregata della marina francese "La Motte Picquet", e che Malta ha rifiutato di accogliere. "Queste tragedie chiamano in causa innanzitutto i trafficanti che non esitano a sovraccaricare imbarcazioni di fortuna" afferma mons. Rey in una nota, ma anche "le nostre politiche migratorie" e "devono inoltre risvegliare la nostra coscienza sulla necessità, in un’economia globalizzata, di un impegno comune per uno sviluppo duraturo". "Dobbiamo impegnarci per la crescita dei Paesi più poveri afferma il presule -. Ed essa chiama in causa i nostri modelli di sviluppo e i nostri stili di vita". Domani alle 9, durante una cerimonia interreligiosa, i corpi dei naufraghi verranno sepolti nel cimitero di Lagoubran (Toulon). Lunedì 11 giugno mons. Rey presiederà nella cattedrale di Toulon (ore 18.30) una Messa in loro memoria.