Per quanto riguarda il silenzio di "gruppi di estrema sinistra" riguardo a questo avvenimento, secondo Campanini "chi ha taciuto vuol tenere il piede in due staffe, ossia cerca il consenso in quegli ambienti e tende quindi a considerare ‘sciocchezze’ o goliardate espressioni che, invece, sono molto più serie". Piuttosto, rileva il docente, "più che di silenzio della classe politica, si deve parlare di difficoltà a capire le ragioni profonde di questo disagio, di cui essa stessa è in parte, involontariamente e indirettamente, responsabile". "Nella misura in cui crea nel dibattito politico un clima di violenza verbale crescente e senza precedenti alimenta un clima di violenza. Gli esponenti pubblici conclude si interroghino sulle loro responsabilità: non bisogna stupirsi se poi qualcuno prende sul serio quei messaggi, e tende a tradurre quella catastrofe verbale nella realtà delle cose".