ECONOMIA E FINANZA: MONS. TARCHI (CEI), "IL CITTADINO ATTIVO È ANCHE AZIONISTA"

Il buon cittadino non è solo chiamato a "gestire con responsabilità i propri comportamenti di consumo", ma anche a comportarsi da "imprenditore e azionista", ad esempio agendo in favore delle "fasce più vulnerabili del Sud del mondo" con la partecipazione finanziaria all’azionariato di imprese che operano nei Paesi in via di sviluppo. A soffermarsi sull’"educazione a una cittadinanza attiva" è stato mons. Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale sociale e il lavoro, aprendo oggi a Roma il secondo seminario sugli "investimenti socialmente responsabili". "Su una popolazione mondiale di circa 6,5 miliardi di persone – ha ricordato Tarchi, citando il recente documento elaborato dall’Ufficio Cei come contributo per i 40 anni della Populorum Progressio di Paolo VI e per i 20 anni dalla Sollicitudo Rei Socialis di Giovanni Paolo II, dal titolo Etica, sviluppo e finanza – più della metà vive nel gruppo dei Paesi a basso reddito. 1,3 miliardi di persone vivono con meno di 1 dollaro al giorno e 3 miliardi con meno di 2 dollari al giorno". Di qui la necessità di interrogarsi sulle "linee guida di investimento socialmente responsabili", valutando "le conseguenze delle diverse possibili opzioni di intervento".