Preghiera e sdegno ma anche un appello al Governo del Paese e alla comunità internazionale perché intervengano per porre fine alla persecuzione contro i fedeli cristiani iracheni. I vescovi caldei alzano la voce dopo l’assassinio, ieri a Mosul, del sacerdote caldeo padre Ragheed Aziz Ganni e di tre suddiaconi e lo fanno in un comunicato, rilanciato da Baghdadhope nella traduzione di mons. Philip Najim Procuratore del Patriarcato di Babilonia dei Caldei presso la Santa Sede e visitatore vpostolico dei Caldei in Europa. "Si tratta di un crimine vergognoso – si legge – coloro che lo hanno commesso hanno compiuto un atto orribile contro Dio e contro l’umanità, contro loro fratelli che erano cittadini fedeli e pacifici, oltre ad essere uomini di religione che sempre hanno offerto le loro preghiere e le loro suppliche a Dio perché portasse pace, sicurezza e stabilità a tutto l’Iraq. I Vescovi chiedono a tutti l’unità e la solidarietà in questi momenti difficili, ed in questa triste occasione, ripetendo quanto già dichiarato per quanto riguarda le persecuzioni degli iracheni cristiani, la loro emigrazione forzata ed il loro essere spinti a rinnegare la propria fede, chiedono ai responsabili iracheni ed alle organizzazioni internazionali di intervenire prendendo i provvedimenti necessari per mettere fine a questi atti criminali".