"Parlare di educazione al sociale e al politico significa affermare che la comunità cristiana ha a cuore la presenza di un laicato che sia capace di un rapporto maturo con la fede e di scelte responsabili nel campo civile. Tali persone, quando sono davvero in grado di contribuire a sistemare e migliorare la grammatica sociale, quindi di agire ‘concretamente’ nella storia, valgono quanto quelli che, nel volontariato, aiutano a dar da mangiare ai più poveri": lo ha detto oggi a Roma, presso la sede Cei, mons. Franco Giulio Brambilla, preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, esponendo la relazione di base al seminario di studio su "L’educazione al sociale e al politico nella pastorale ordinaria dopo Verona". "Sappiamo che oggi c’è disaffezione verso la politica ha aggiunto e ciò deriva forse dall’esperienza negativa o almeno non esaltante delle figure concrete di impegno politico. Ma a noi credenti è chiesto di sapere reinterpretare appieno il significato della dedizione alla città degli uomini, il suo valore insostituibile non solo per il buon funzionamento della città, ma anche per la vita della persona e lo sviluppo dell’identità personale". (segue)