Di qui l’auspicio di Benedetto XVI ai presuli della Repubblica centroafricana "che l’Africa non sia più dimenticata in questo mondo in profondo cambiamento, e che un’autentica speranza si levi per le popolazioni del continente". Il Papa ha quindi sottolineato "il dovere della Chiesa di difendere i deboli e di farsi voce dei senza voce" e ha incoraggiato "a suscitare la speranza attraverso un deciso impegno per la difesa della dignità e della persona umana e dei sui diritti inalienabili. Tra questi, il bene fondamentale della pace e di una vita in condizioni di sicurezza". Peraltro, ha aggiunto Benedetto XVI, "affinché la società possa accedere ad un autentico sviluppo umano e spirituale, occorre un cambiamento delle mentalità". Un lavoro che riguarda, "in particolare, la famiglia e il matrimonio". "Impegnandosi seriamente a vivere nella fedeltà coniugale e nell’unità di coppia, i cristiani mostrano a tutti la grandezza e la verità del matrimonio". Nel "sì espresso liberamente e per sempre, l’uomo e la donna manifestano la loro autentica umanità e l’apertura alla vita". Per il Pontefice occorre preparare seriamente "i giovani al matrimonio" e "sviluppare il sostegno alle famiglie". (segue)