E’ record di bambini nella sezione femminile del carcere romano di Rebibbia: sono attualmente 19, il più piccolo ha meno di un mese, il più grande 2 anni e mezzo. A diffondere questi dati è il Garante per i diritti dei detenuti della Regione Lazio Angiolo Marroni, che denuncia: "Questi bambini perdono una parte importante della vita per colpe che non sono le loro. In questi casi servirebbero, per le madri detenute, misure alternative al carcere". La legge prevede che i bambini da 0 a 3 anni possano stare in carcere con le mamme detenute. Al compimento del terzo anno vengono obbligatoriamente affidati ai parenti o alle case famiglia, "determinando gravi traumi alle mamme e ai bambini", sottolinea Marroni. Le 18 detenute madri di Rebibbia sono tutte straniere: 2 africane (di cui una con 2 figli) e 16 romene, più un’altra romena prossima alla maternità. Il sovraffollamento di bambini comporta dei problemi, visto che la capienza della sezione per le mamme con figli è di 14 letti. Alcune detenute sono state collocate nelle sezioni comuni. Un problema è l’intrattenimento dei bambini, per non far pesare il carcere in maniera eccessiva. Nonostante l’impegno di volontari e operatori, dice Marroni, "nell’età del primo apprendimento è davvero difficile pensare che un bambino possa crescere in cella e con limiti di spazio intorno".