Più “solidarietà” tra famiglie, in particolare verso le coppie giovani; maggiore “flessibilità”; “mutuo-aiuto”, “micro-progetti” sul territorio. Sono alcune proposte della sociologa Giulia Paola Di Nicola , condirettrice della rivista “Prospettiva persona”, per cercare di invertire la tendenza delle mamme italiane ad essere “in prima fila” come le mamme più vecchie d’Europa. Secondo gli ultimi dati, infatti, quasi cinque bambini su 100 (4,6%) in Italia nascono da madri che hanno più di 40 anni. “Il fatto che le mamme italiane facciano figli sempre più tardi non deve trasformarsi in accusa moralistica – dichiara al Sir la sociologa – visto che oggi una donna, se vuole arrivare a ottenere un lavoro dignitoso e conforme agli anni di studio spesi, deve rimandare nel tempo scelte come quella di metter su famiglia”. Se, tuttavia, può sembrare “naturale” dilazionare la nascita del figlio nel tempo, il pericolo è quello che “la natura, legata al femminile a tempi biologici ben precisi, si vendichi”, poiché “l’ora sociale non corrisponde all’ora naturale”: per invertire questa tendenza, sostiene Di Nicola, “servono sì gli aiuti istituzionali, ma l’aiuto principale che manca è la solidarietà, soprattutto verso le coppie giovani, alle prese con il ‘percorso ad ostacoli’ che comporta la scelta a favore della famiglia".