Il Gris (gruppo cattolico di ricerca e informazione socio-religiosa) si dice "molto preoccupata" per l’approvazione in sede di Commissione Affari Costituzionali della Camera, del progetto di legge "Norme sulla libertà religiosa". In una nota (che può essere letta integralmente sul sito www.gris.org), così scrive il presidente del Gris, mons. Antonio Contri: "Il documento che sembra avere a cuore l’ovvia libertà religiosa in Italia, a nostro parere è il risultato di due perniciose distorsioni". Il progetto di legge è per il Gris frutto di "un chiaro pensiero relativistico" e di "un inaccettabile concetto di laicità; o piuttosto spiega mons. Contri – laicismo, che crea un "territorio di nessuno" nei doveri civili da osservare". Per queste due ragioni, il Gris invita "i Parlamentari di ambo gli schieramenti che vogliano servire la causa della vera libertà civile e religiosa a tener conto" delle conseguenze "civili o penali" che "possono derivare dall’approvazione in aula". Nella nota, il Gris avanza una proposta: "riprendere in mano le vecchie (e non facili) trattative per le "intese", diverse per ogni singola aggregazione religiosa, ed esigere come minimo che queste sottoscrivano un inequivocabile riconoscimento sia degli enti statali e sociali, sia dei diritti e doveri bene espressi nel dettato della nostra Costituzione".