Per la prima volta in Spagna i docenti di religione nelle scuole pubbliche avranno un contratto a tempo indeterminato. Anche se allo stesso tempo viene ridotta la presenza dell’insegnamento della religione nelle scuole. Secondo Alfredo Sepúlveda, del collettivo degli insegnanti di religione dell’Unione sindacale indipendente di lavoratori, "questa mossa del governo è un arma a doppio taglio": “Se riducono le ore nei licei superiori ci troviamo con la seguente alternativa: o un terzo dei professori rimane senza lavoro o dobbiamo dividere le poche ore che rimangono". Questo può voler dire che anche con un contratto a tempo indeterminato, i professori perdono ore di lavoro e sono assunti part-time, guadagnando circa 800 euro al mese. Una delle novità di questo tipo di contratto è il maggior controllo del governo sull’assunzione e licenziamento degli insegnanti di religione, che era di competenza, finora, delle singole diocesi. In Spagna sono 18.500 i docenti di religione, che finora venivano scelti dalle diocesi ma pagati dal Ministero dell’educazione.