"Lo spirito che tutti ci anima, nel prepararci ad accogliere il Santo Padre, è di un intenso sentimento filiale. Ho ascoltato con una certa tenerezza afferma mons. Semeraro – le parole pronunciate dal Papa all’Angelus dell’8 luglio scorso quando, apprestandosi al viaggio per Lorenzago di Cadore, da cui in queste ore ritorna, diceva così: «L’aria di montagna mi farà bene e potrò – così spero – dedicarmi più liberamente alla riflessione e alla preghiera». Il Papa, come tutti noi, ha bisogno del riposo. Non si tratta di un lusso, ma del bisogno della persona di recuperare, nei propri ritmi di vita, le energie delle membra , dell’animo e della mente. Il riposo non è una evasione dalla vita, ma fa parte della vita, anche spirituale". Da qui l’augurio che il vescovo di Albano rivolge al Papa di "avere nelle settimane da trascorrere a Castel Gandolfo quel raccoglimento di cui necessita per la sua «vacanza», considerato che Egli l’intende nel senso letterale che il verbo «vacare» ha nella originale lingua latina, ossia «avere tempo per…»: ossia per se stesso, per la riflessione e anche per un più disteso rapporto con Dio".