DENUNCIA STUDENTE DI GELA: ROSSI (CREC), "VENGA FATTA CHIAREZZA"

"Un malessere generale indubbiamente traspare nella scuola, ma è sbagliato cedere alla tentazione di facili condanne". Per Pippo Rossi, direttore del Centro regionale per l’educazione cattolica (Crec), la cultura, la scuola e l’università della Conferenza episcopale siciliana (Cesi) "è necessario che venga fatta chiarezza" sulla vicenda del diciassettenne dell’istituto tecnico industriale “Emanuele Morselli” di Gela (Cl) che ha denunciato di essersi ritirato da scuola perché emarginato, deriso e picchiato dai compagni che lo ritenevano gay ed invitato da una docente a non frequentare più le lezioni per non turbare la classe. "La stampa fa risuonare denunce varie che provengono dal mondo della scuola – dice Rossi – ma fare il docente è difficile: occorre educare alla cultura, ma anche alla vita, facendo i conti con le difficoltà che il ruolo consegna agli educatori in una società sempre più complessa. Se quanto denunciato dal giovane è vero – aggiunge – è necessario prendere provvedimenti seri, ma se altrettanto ferma deve essere la posizione di chi è chiamato a far luce sul caso se risultasse che le denunce presentate non hanno fondamento. In ogni caso occorre dedicare più tempo alla formazione globale del docente". Intanto è giunto a Gela Giuseppe Valenti, l’ispettore che il Ministero alla Pubblica Istruzione ha inviato per accertare la vicenda.