Nella lettera del Papa che accompagna il Motu proprio e che si riflette anche sul documento della Congregazione per la dottrina della fede, "Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa", si può rilevare "la riaffermazione e la fiducia nel cammino ecumenico". Lo si legge nella nota di oggi di SIR Europ, dedicata alla terza assemblea ecumenica europea che si terrà a Sibiu (Romania) dal 3 al 9 settembre. E’ chiara la "strategia ecumenica di Benedetto XVI: impedire ulteriori divisioni, agire su quelle già avvenute con gesti concreti, porre basi nuove ad un dialogo che rischia di esaurirsi per sfinimento o di ingrovigliarsi". "L’ecumenismo dei gesti concreti" di papa Ratzinger, come primo punto, "tende ad impedire l’ulteriore allontanamento dei tradizionalisti", ma "senza sacrificare nulla delle acquisizioni del Concilio Vaticano II". L’altro segno concreto "è quello della chiarezza delle posizioni, il venire allo scoperto delle diversità". Infatti, "se nella prima fase del dialogo ecumenico si è cercato la riconciliazione e la comunione mettendo insieme le cose che ci uniscono piuttosto che quelle che ci dividono", é venuto il momento della riconciliazione e della comunione "attraverso le cose che ci diversificano, nella speranza che possano essere conosciute, comprese, spiegate, riconosciute e apprezzate dagli uni e dagli altri". (segue)