"Dare ragione della speranza che è in voi" è "la sintesi necessaria tra dialogo e annuncio". Lo ha affermato, ieri, Benedetto XVI, rispondendo, nell’incontro con il clero di Belluno e Treviso, a un sacerdote che gli ha chiesto indicazioni a fronte della crescente presenza sul territorio "di persone non cristiane". È importante anche vivere con protestanti ed esponenti di altre religioni, i musulmani ed altri, "riconoscendo" in loro "il nostro prossimo": "Se succede questo, più facilmente ha detto il Papa – potremo presentare la fonte di questo nostro comportamento, che cioè l’amore del prossimo è espressione della nostra fede". Così nel dialogo "non si può subito passare ai grandi misteri della fede", mentre "una cosa pratica e realizzabile, necessaria, è soprattutto cercare l’intesa fondamentale sui valori da vivere". Un’altra domanda è stata sulla questione dei divorziati risposati. "È un problema doloroso e la ricetta semplice, che lo risolva, certamente non c’è", ha dichiarato subito il Santo Padre, evidenziando che "la preparazione al matrimonio diventa sempre più fondamentale e necessaria" per "imparare se stessi", "per imparare la vera volontà matrimoniale". Necessario anche un accompagnamento "permanente", da parte di sacerdoti e famiglie, delle giovani coppie nei primi dieci anni di matrimonio.