"Ogni anno prendiamo spunto da una beatitudine evangelica. Quest’anno sarà la sesta, Beati i puri di cuore", precisa don Pierpaoli. "Una purezza di cuore prosegue da intendere come libertà interiore, e vorremmo che i giovani la declinassero in tutti gli ambiti della vita sociale, politica e religiosa", testimoniandola "nelle tante piazze di cui la nostra Europa si è dotata, ma che spesso sono vuote di cristiani". Dopo l’incontro con il Papa, il programma prevede la visita alla Roma cristiana, per riflettere "su una purezza di cuore che si concretizza nel dono di sé e nel martirio" e ad Assisi, terra di San Francesco, "che seppe porre ponti nel Mediterraneo". Di ritorno a Loreto giovedì 6, l’Agorà "entrerà nel vivo con un approfondimento biblico quotidiano a cura dei Paesi promotori: Francia, Spagna e Italia". In particolare, segnala don Pierpaoli, "il venerdì vorremmo declinare la purezza di cuore come riconciliazione e purificazione della memoria", partendo dallo scontro etnico in Ruanda, nel 1995, per "avviare una riflessione su quelle realtà problematiche vicine a noi, come i Balcani o il Medio Oriente". Tra gli ospiti della giornata, alcuni caschi bianchi della Caritas che operano in Macedonia e in Kosovo e il ruandese Efrem Musundi.