"Queste persone che hanno commesso un grave reato determinando la morte di concittadini sono responsabili non solo davanti alla legge italiana, ma davanti a Dio". E’ il commento di padre Antonio Rungi, teologo morale, agli incendi che ieri hanno devastato la zona del Gargano, provocando quattro vittime e l’evacuazione di circa 4 mila tra abitanti e turisti. Continua a bruciare, intanto, l’Italia nel Centro e nel Sud: molti i roghi ancora attivi in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Situazione difficile anche nelle Marche e in Abruzzo. Per i "criminali" che hanno appiccato gli incendi, prosegue il religioso passionista, "la vendetta di Dio è assicurata se non si pentono e si costituiscono per essere giudicati e scontate le pene dure che meritano". Di qui la richiesta "alle persone oneste di denunciare persone che distruggono la natura e l’ambiente vitale per tante specie di piante, animali e mettono in seria difficoltà la vita delle persone e dei cittadini, come è avvenuto a Peschici, Vieste e sull’intero Gargano". Il religioso passionista conclude con l’invito, "a pregare per tute le persone che sono state toccate dall’incendio e che hanno perso i propri cari e i propri beni".