Una legge di iniziativa popolare per dichiarare l’Italia "zona libera da armi nucleari" sarà depositata il 25 luglio alla Corte di Cassazione. Viene promossa da un Comitato composto da oltre 50 reti, associazioni, riviste e coordinamenti di enti locali. La raccolta delle firme (ne servono 50.000) inizierà durante la Settimana della pace (1-7 ottobre) e durerà 6 mesi. Punto di partenza è la ratifica, da parte dell’Italia, nel 1975 del Trattato di non proliferazione nucleare, nel quale lo Stato si è impegnato a non produrre né acquisire in alcun modo armi atomiche. "Invece sul nostro territorio afferma il comitato promotore sono custodite 90 testate atomiche, 50 nella base Usaf di Aviano e 40 nell’aeroporto militare di Ghedi". Il Trattato, entrato in vigore nel 1970, prevede che le cinque potenze nucleari (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia) si impegnino a lavorare per il disarmo nucleare totale, mentre gli altri Stati a non dotarsi mai di armi nucleari. "In Italia vogliamo agire per primi dichiarano -. Vogliamo eliminare le testate atomiche dal nostro territorio, per incoraggiare altri Stati europei a seguirci". Le Zone libere da armi nucleari (Nwfz) comprendono tutti gli Stati delle Americhe tranne Usa e Canada, il Sud Pacifico, l’Africa, il sud-est asiatico e l’Asia centrale.