IMMIGRAZIONE: FORTRESS EUROPE, 443 RIFUGIATI ERITREI DETENUTI IN LIBIA RISCHIANO L’ESPULSIONE

443 richiedenti asilo politico eritrei – tra cui 60 donne, di cui una incinta, e 7 bambini – sono detenuti da un anno in condizioni allarmanti in Libia e rischiano l’espulsione: lo denuncia oggi l’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione clandestina "Fortress Europe". L’osservatorio, insieme all’associazione eritrea Habeshia, è riuscita a stabilire un contatto all’interno del centro di detenzione di Misratah, 250 chilometri a est di Tripoli. Le testimonianze raccolte sono confermate dai responsabili dell’ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni unite di Tripoli, che a maggio hanno visitato i prigionieri e stanno ora trattando con le autorità libiche per impedire il rimpatrio dei rifugiati. La bambina di tre mesi soffre di dermatite e non ha accesso a nessuna assistenza medica. Tutti i detenuti sono ammassati fino a settanta persone in stanze di sei metri per otto. Nelle celle il caldo è insopportabile, non ci sono ventilatori. I principali problemi di salute, oltre a scabbia e dermatiti, sono malattie polmonari, attacchi asmatici, problemi intestinali, e gastriti. Durante le prime settimane di detenzione alcune donne sono state stuprate dagli agenti. Almeno sette persone sono state ricoverate per esaurimento nervoso. Nel centro di Misratah sono rimasti soltanto gli eritrei. Somali, etiopi e sudanesi sono stati trasferiti al confine con il Niger e il Sudan.