Il Colloquio di Porto si è concluso con la lettura di un documento finale in cui i partecipanti scrivono che "abitare da cristiani il nostro tempo" significa vivere tre atteggiamenti fondamentali: ascolto, discernimento, camminare accanto. L’ascolto – si legge nel documento – "invita a superare le tentazioni della paura che ci paralizza e ci chiude in noi stessi impedendoci di ascoltare". Il discernimento è inteso invece come quella "capacità attiva data dalla presenza dello Spirito", che permette di "riconoscere i segni della presenza di Dio nella storia" e che fa essere "immagine di una Chiesa che fa del dialogo amabile il suo stile abituale per annunciare il Vangelo, per trasmettere la memoria cristiana, per generare alla fede". Tutto ciò chiede alle Chiese, alle parrocchie e ai cristiani di mettersi "in cammino con gli uomini". "I sentieri sono molteplici e vari". I partecipanti del Colloquio di Porto ne sottolineano alcuni: in primo luogo si afferma l’impegno a "restare con i poveri, abitare con loro, essere solidali con le nuove povertà". Emerge poi l’immagine di una Chiesa che si dispiega in una "pluralità di ministeri per l’annuncio del Vangelo" e che dà "primato ai linguaggi del servizio e della missione". Infine si sottolineano le grandi questioni dell’economia e dell’ecologia.