"Di qui prosegue la riflessione di padre Garuti nasce l’opposto, la ricchezza del vedersi obbligati a ‘cantare i canti di Sion in terra straniera’. Si comprende che un mistero si compie nello svuotamento: è mistero di scoperta della grandezza dell’altro, di nuove possibilità di comunicazione e testimonianza. È, soprattutto, mistero del Dio che crea e cerca il diverso da sé, l’umano, sino a divenirne partecipe esiliandosi in esso. Non c’è incarnazione senza croce, solo la croce supera le distanze infinite. Il profeta antico vide la nube divina allontanarsi dal tempio, per correre le vie dell’esilio: nel popolo che seguì quella nube scorse la croce eterna che Chagall ripeterà infinite volte sulla tela. Altra sconfitta che può divenire trionfo è la prigione: la fossa dei leoni, la fornace. In prigione anche Giovanni Battista dubitò del Messia. Ma questi gli fece riferire che la Vita veniva nel mondo".