IMMIGRATI E PREVIDENZA: INPS-CARITAS-MIGRANTES, "L’85% ASSUNTI COME OPERAI. AUMENTA IL LAVORO NERO"

La maggioranza dei cittadini non comunitari dipendenti da aziende in Italia è assunto con la qualifica di operaio e aumenta il lavoro in nero. E’ quanto emerge dal II° Rapporto su "Immigrati e Previdenza negli archivi dell’Inps", promosso dall’ente previdenziale in collaborazione con il Dossier Statistico Caritas-Migrantes. Infatti, su 1.101.293 lavoratori dipendenti da azienda non comunitari (per il 29,2% donne), l’85,1% è costituito da operai, l’8,9% da impiegati, il 5,4% da apprendisti e solo lo 0,5% dei casi da quadri e dirigenti. La retribuzione dei lavoratori dipendenti non comunitari è di 11.036 euro annui, pari a 785 euro al mese. I lavoratori immigrati percepiscono una retribuzione media inferiore del 37% rispetto a quella complessiva. Le donne hanno percepito 6.751 euro, contro gli 11.253 degli uomini. In termini "più espliciti", spiegano i redattori del rapporto, significa che la retribuzione delle lavoratrici ammonta al 60% di quella riconosciuta agli uomini. Riguardo al lavoro nero, nella sua attività ispettiva l’Inps ha rilevato nel corso del 2005 la presenza di 62.174 lavoratori in posizione irregolare nelle aziende non agricole, dei quali l’89% (55.453) sconosciuti all’Istituto. Dai dati emerge un trend di crescita del lavoro nero degli stranieri. Nel 2003 rappresentavano quasi il 15% dei lavoratori sconosciuti all’Istituto. Nel 2005 questo dato raggiunge il 24%.