LEGGE 40: DI PIETRO (SCIENZA E VITA), “IN GIOCO LAICITÀ E DEMOCRAZIA” (2)

La legge 40/2004, ha ricordato Di Pietro, è stata emanata il 19 febbraio 2004 “dopo sette anni di intenso e faticoso dibattito parlamentare e due legislature, in risposta ad una situazione di grande disordine”, dove vigeva la regola che “se nulla è proibito, tutto è permesso”. Per Scienza e Vita, si è trattato di “una risposta che si colloca sul terreno civile e della tutela dei diritti umani e che ha avuto come principi ispiratori la tutela della donna e la tutela del concepito”. La legge 40, ha ribadito Di Pietro, “non è una legge cattolica e non ha nulla a che fare con l’insegnamento del magistero della Chiesa cattolica in materia di fecondazione artificiale”, che non prevede ad esempio “la possibilità stessa di fecondare embrioni in vitro, la loro inevitabile perdita, l’accesso alle tecniche anche alle coppie di fatto, l’incertezza in cui viene lasciato il destino di migliaia di embrioni crioconservati”. Tuttavia, per Scienza e Vita la legge 40 “è una scelta di coerenza, perché ha portato a mettere in atto una regola per tutelare anche il concepito”. Di qui l’appoggio del mondo cattolico ad una legge “laica”, in quanto fondata “sul principio di uguale dignità di ogni essere umano” che sta alla base di ogni “pluralismo”.