Introdurre nel nostro ordinamento il "principio di laicità" come "fondamento della legge sulla libertà religiosa" è un’operazione "singolare e forzata", perché "secondo il chiaro insegnamento della Corte Costituzionale, è il diritto di libertà religiosa, insieme ad altri fondamentali diritti riconosciuti" dalla nostra Costituzione che "concorre a ‘strutturare’ il principio di laicità". E’ una delle obiezioni di fondo mossa dal segretario generale della Cei, mons. Guiseppe Betori, alle proposte di legge dal titolo "Norme sulla libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammesse", adottate dalla Commissione Affari costituzionali della Camera nella seduta del 4 luglio. Nell’audizione informale alla Camera tenutasi oggi, mons. Betori ha fatto presente che il testo base "introduce duna serie di novità assai incisive, che finiscono che finiscono" per modificarnee "sensibilmente l’impianto". Tra queste, "l’introduzione del principio di laicità addirittura quale fondamento della legge sulla libertà religiosa", e la correlata disposizione secondo cui a tale principio "è data attuazione nelle leggi della Repubblica": "un principio", ha fatto notare Betori, finora "non espressamente sancito né a livello costituzionale né a livello di legislazione ordinaria" (segue).” ” ” “