100 morti e 125 feriti. E’ questo il bilancio, ancora provvisorio, dell’attentato terroristico che oggi ha seminato morte a Kirkuk, nel quartiere curdo, non distante dal cimitero cattolico. A riferirlo al Sir sono fonti locali che per motivi di sicurezza preferiscono mantenere l’anonimato. Le stesse fonti "indicano come autori dell’attacco persone venute da fuori città appositamente inviate per creare disturbo e destabilizzare Kirkuk". Intorno a questa località, situata a oltre 250 chilometri a nord di Baghdad e principale centro petrolifero iracheno, si concentra l’attenzione di curdi, arabi e turcomanni. Tutti, infatti, ne rivendicano il possesso. A Kirkuk sono in programma per il prossimo dicembre votazioni per un referendum sull’eventuale autonomia amministrativa, e l’eventuale annessione al Curdistan.” “L’attentato di oggi giunge quando il premier iracheno Al Maliki si è detto pronto a sostituire le truppe Usa in caso di ritiro. Su questa possibilità le fonti interpellate dal Sir non hanno dubbi: "sarà la divisione dell’Iraq, Sud sciita, Centro sunnita e Nord curdo. Per i cristiani non ci sarà più posto" l’amaro commento.” ” ” ” ” ” ” “