Nel proporre la consultazione sui sistemi scolastici in Europa, l’Esecutivo ha preso le mosse da una serie di dati ritenuti "allarmanti": l’elevato numero di abbandoni scolastici; il fatto che "un giovane su cinque non riesca ad acquisire un’appropriata capacità di lettura"; le disparità tra i sessi che si possono rilevare a livello formativo; le "scarse potenzialità nei paesi dell’Ue in particolari materie come la matematica e le scienze". Il collegio dei commissari si prefigge di definire alcuni settori di cooperazione a livello comunitario per "sostenere gli Stati membri nei loro sforzi di modernizzare i sistemi scolastici nazionali". Fra i temi affrontati nel questionario figurano: i programmi scolastici ("Come organizzare gli insegnamenti in modo che le scuole possano dotare gli studenti di un ventaglio completo di conoscenze di base?"); l’educazione permanente; l’economia ("Come possono i sistemi educativi contribuire a una crescita economica in Europa?"); abbandoni scolastici prematuri; inclusione sociale; cittadinanza, democrazia e "trasmissione di valori fondamentali come la pace e la tolleranza della diversità". I risultati di questa consultazione su scala europea spiegano gli esperti della Commissione orienteranno le discussione fra Ue e Stati membri nel settore educativo e la definizione di interventi comuni in materia.