Il mondo della disabilità tifa per l’atleta sudafricano che corre con due protesi metalliche al posto delle gambe, anche se i pareri non sono univoci: "È un argomento spinoso che provoca reazioni contrastanti. Ma sicuramente il momento migliore dello sport per i disabili è quando si arriva ad una integrazione". A parlare è Alberto Friso, redattore ed esperto di sport di Disabili.com, il portale giornalistico sulla disabilità, che da alcuni mesi si interroga, con forum e news, su Oscar Pistorius, l’atleta che aspira a partecipare ai mondiali di atletica di Osaka e alle Olimpiadi di Pechino. "C’è chi sostiene che le protesi siano qualcosa di più di un ausilio spiega Friso in un’intervista al SIR -. C’è chi pensa che sia comunque una bella sfida. Non sono pareri univoci perché comunque si vede che c’è una diversità sul piano della prestazione". Certo, aggiunge, "se in futuro esistesse una protesi tale da poter migliorare più di quello che si può fare con il polpaccio, allora bisognerebbe interrogarsi". "Per una persona con disabilità commenta l’esperienza di Pistorius può essere un segno di riscatto ma soprattutto di normalità, di possibilità di essere trattato come atleta e non strettamente come disabile". In sintesi, il mondo della disabilità "senz’altro tifa per lui".” ” ” “