"Ora abbiamo capito meglio come le politiche migratorie possono contribuire allo sviluppo e al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. Riconosciamo le migrazioni come un’opportunità, non come una minaccia": sono giunti a questa conclusione i circa 800 delegati, governativi e non, in rappresentanza di 155 Paesi, che dal 9 all’11 luglio hanno partecipato a Bruxelles al primo Global Forum sulle migrazioni e lo sviluppo. Durante la conferenza, il primo ministro belga Guy Verhofstadt ha chiesto ai governi di "rispettare l’impegno a destinare lo 0,7% del Pil (prodotto interno lordo) alla cooperazione allo sviluppo e di favorire il microcredito", facendo notare che oggi Europa e Stati Uniti spendono di più per il controllo della migrazione che per iniziative di sviluppo nei Paesi di origine. "Siamo onesti ha detto Verhofstadt questa strategia non funziona. Peggio, è egoista e disumana". Nel corso del Global forum diversi Paesi hanno annunciato il lancio di progetti ed iniziative, tra cui la possibilità di realizzare collaborazioni per la formazione di medici e infermieri, ridurre i costi delle rimesse degli immigrati, migliorare le conoscenze finanziarie degli immigrati e delle loro famiglie, sviluppare un sistema per dare informazione sui benefici e sui rischi del progetto migratorio prima della partenza, favorire l’uso di nuove tecnologie. (segue)