Tra i segnali di povertà in aumento, dice l’Eurispes, oltre al ricorso del ceto medio alle mense dei poveri, c’è anche "un indebitamento clamoroso delle famiglie per l’acquisto della casa. E anche in Italia si iniziano ad avvertire i primi segnali di disagio che si concretizzano nel fenomeno dell’insolvenza". Tra le ipotesi per arginare questo crescente disagio economico, Fara suggerisce di "attuare delle politiche fiscali che sposino il sistema francese basato sul quoziente familiare e quindi sulla divisione dell’imponibile per numero dei componenti". Secondo l’on. Federica Rossi Gasparrini, presidente di Federcasalinghe, "un numero sempre crescente di famiglie è assediato da una comunicazione martellante che spinge verso un sempre maggiore indebitamento. Basti pensare che la pubblicità delle finanziarie è aumentata del 28% negli ultimi anni ed oggi rappresenta un fenomeno sfacciato". In più aggiunge "è intervenuta la normativa del 2005 relativa alle cosiddette ‘ganasce fiscali’ per alcuni particolari debiti (multe, bollette, etc). Il cittadino può essere sottoposto a queste misure: da dieci a quindici euro, che è il limite minimo, si riceve un sollecito di pagamento; dai 55 euro si può arrivare al fermo dell’auto; da 500 a 2.000 euro si procede all’ipoteca della casa".