Nel contesto delle migrazioni odierne la Chiesa è chiamata ad "attuare sempre più pienamente la cattolicità e a costituire per la società civile un segno e un esempio di comunione e di unità fraterna fra persone di diverse etnie e culture". E’ quanto ha detto questa mattina padre Giovanni Terragni, docente all’Istituto per le migrazioni dei padri Scalabriniani, intervenendo al corso di formazione "Linee di pastorale migratoria", promosso dalla fondazione Migrantes fino al 14 luglio, a Rocca di Papa. Il religioso scalabriniano ha sottolineato che "non si tratta di svolgere un’azione di conservatorismo nazionalistico, ma di vivere una dimensione ecclesiale fondamentale, promuovendo una sinergia pastorale tra gli immigrati e gli autoctoni". Le chiese locali "non possono limitarsi alla prima ospitalità o alla semplice messa a disposizione di strutture e di beni, ma devono creare un clima di famiglia, di collaborazione e di scambi dei rispettivi patrimoni culturali". La Chiesa "non può dimenticare che Cristo trascende tutte le culture e nel contempo le attira tutte a sé per portarle alla pienezza della verità. Si intuisce così la grandezza del compito missionario che spetta alle diverse chiese locali". (segue)