ISLAM IN EUROPA: VESCOVO DI TUNISI SU OASIS, "PUÒ LIBERARSI DA TANTE ZAVORRE"

Mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk dei Caldei, mons. Anthony T. Lobo, vescovo di Islamabad, mons. Camillo Ballin, vicario apostolico in Kuwait, mons. Maroun Elias Lahham, vescovo di Tunisi, Paolo Branca, docente di lingua araba alla Cattolica di Milano sono tra coloro i cui pensieri sono ripresi nella newsletter Oasis di Venezia. Tutti affrontano il tema del "meticciato", quel processo di mescolamento di popoli e religioni che si sta attuando ovunque e che costringe a rimettere in discussione tante categorie usate per tentare di descrivere e affrontare le sfide di oggi. "Il dialogo interculturale e interreligioso – scrive mons. Maroun Elias Lahham – non deve permettere che uno perda neppure una parte della propria identità e della sua fede". Per il vescovo di Tunisi, in Europa, a contatto con una società pluralistica, "l’Islam può liberarsi da tante zavorre che lo appesantiscono. Qui, nell’Europa laica, ci si dovrebbe porre una domanda anche sul tema della formazione degli imam e la loro selezione. Perché il fatto che gli imam arrivino da Oriente, dalle scuole integraliste del Pakistan, dell’Algeria o dell’Indonesia, non può trovarci distratti o disinteressati". Per informazioni, mensile del centro studi e ricerche Oasis, tel. 041/2743964; e-mail: oasis@marcianum.it.