La pratica della videosorveglianza "rappresenta una minaccia per i diritti fondamentali quali il rispetto della vita privata e della libertà di movimento e tocca le questioni specifiche della protezione dei dati personali". La Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto (nota come Commissione di Venezia) ha reso pubblico oggi a Strasburgo un parere relativo alla "compatibilità della videosorveglianza nei luoghi pubblici con la tutela delle libertà fondamentali". Si tratta di una pratica ormai molto diffusa in Europa, soprattutto legata alle esigenze di pubblica sicurezza. La Commissione che fa capo al Consiglio d’Europa – indica alcuni accorgimenti necessari: "segnalare sistematicamente le zone filmate"; "creare, a livello nazionale, un organo indipendente allo scopo di garantire la legalità di tali installazioni", in conformità "alle esigenze espresse dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo". Circa la videosorveglianza realizzata da operatori privati, la Commissione "intravede ugualmente un pericolo per le libertà individuali e raccomanda che tutte le persone soggette a tale azione possano aver accesso ai dati raccolti ed essere informate dell’utilizzo degli stessi". Si chiedono inoltre puntuali controlli da parte delle autorità pubbliche.