OMOSESSUALITÀ: AGESC, ALLA MOSTRA DI MILANO OPERE "CHE CON L’ARTE HANNO POCO DA SPARTIRE"

Un "grave errore» dell’assessore Sgarbi e «un atto di debolezza dell’amministrazione comunale milanese". Così, il Comitato provinciale di Milano dell’Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc), giudica la decisione di ospitare, all’interno della mostra "Arte e omosessualità", opere «che con l’arte hanno poco da spartire». I lavori in questione, per altro già eliminati dalla mostra dopo le proteste del mondo cattolico, erano offensive della figura del Papa e dello stesso Gesù. L’arte, "quando deliberatamente arreca oltraggio, volutamente desidera scandalizzare, rende intenzionalmente profano ciò che per altri è sacro, non è più arte", sottolinea la nota dell’Agesc. Che così prosegue: "Non è l’autore, né il riconoscersi dell’autore in una categoria che qualifica un’opera, ma è l’opera che dà la qualifica all’autore. Ci spiace dover constatare che un esperto di fama mondiale come Sgarbi in questa circostanza non abbia potuto o saputo trovare il limite oltre il quale la trasgressione diventa cattivo gusto e offesa".