"Benedetto XVI ha a cuore l’unità dei cattolici, vuole favorire la loro riconciliazione e al tempo stesso riconciliare la Chiesa con il suo passato liturgico. E’ un gesto verso i seguaci di mons. Lefebvre ma il Papa sa che le differenze non sono solamente liturgiche". A parlare è il presidente dei vescovi francesi e arcivescovo di Bordeaux, card. Jean-Pierre Ricard che così ha presentato il motu proprio "Summorum Pontificum". "In primo luogo ha spiegato il cardinale alla stampa – il Motu Proprio è rivolto a quei cattolici fedeli al papa e rispettosi dell’autorità del Concilio che desiderano praticare con il Messale del 1962. Tuttavia il messale del 1970 resta la forma ordinaria di celebrazione. Non si tratta di un bi-ritualismo ma di un solo rito che può essere celebrato in due forme. Per la maggioranza dei cattolici non cambierà nulla". "Il Concilio Vaticano II ha aggiunto Ricard, riferendosi alla lettera di Benedetto XVI che accompagna il Motu Proprio non costituisce una rottura ma un arricchimento che si inserisce nella continuità della Tradizione della Chiesa. La antica liturgia ha nutrito la fede dei fedeli per secoli e può continuare a farlo ancora oggi. Con il "Summorum Pontificum" Benedetto XVI chiede ai fedeli conciliari e a quelli tradizionalisti di iniziare un cammino di riconciliazione e di comunione".