Retinopera, ha proseguito Bignardi illustrandone gli obiettivi futuri, vuole continuare ad essere "esperienza di incontro tra le aggregazioni, decise insieme a interrogarsi e a compiere discernimento sui più seri problemi della società di oggi, a individuare degli orientamenti di futuro". Il "punto di vista" è dunque quello della "messa in rete di esperienze aggregative", per "dare evidenza ed efficacia ad un laicato che viene sollecitato al protagonismo ma che si trova in condizioni concrete di impossibilità a vivere ciò che gli viene riconosciuto o richiesto". Con l’"importante riconoscimento ecclesiale" contenuto nel documento della Cei dopo Verona, Retinopera intende dare corpo ad "un progetto di formazione sociale", in modo da "collegare la sua esperienza con le numerose esperienze che si stanno avviando a livello locale". Il seminario di Vallombrosa, che ha visto tra le altre la partecipazione di mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea, presidente del Comitato Cei per le Settimane sociali, si sono conclusi ieri con una tavola rotonda moderata da Paolo Loriga, a cui hanno partecipato Ernesto Galli Della Loggia. Giuseppe Savagnone e Savino Pezzotta. Tema del confronto: "Ecologia umana e inquinamento relativista. L’alleanza tra laici e cattolici sui valori non disponibili".