” “Non convince l’ipotesi che ci sia Abu Sayyaf (gruppo radicale ispirato al movimento terrorista Al Qaeda con base nel sud delle Filippine) dietro il rapimento di padre Giancarlo Bossi. Secondo diversi esperti delle Filippine intervistati da AsiaNews vi sono "incongruenze e possibili strumentalizzazioni delle dichiarazioni di Manila". "Quello che sappiamo noi, invece, è che si trova ostaggio di una banda di malviventi", ha detto p. Luciano Benedetti, dalla casa regionale del Pime a Zamboanga. Alcuni esperti spiegano che "nel Paese si attende con ansia l’entrata in vigore della nuova legge anti-terrorismo, prevista per il 15 luglio, che darà all’esercito dei poteri praticamente illimitati. Indicare nei mandanti del rapimento gli estremisti islamici dà il via libera al governo per ordinare un blitz militare molto pericoloso per la vita dell’ostaggio". Inoltre, "se si dà credito alla teoria del governo, è lecito attendersi una maggiore partecipazione nelle ricerche da parte degli Stati Uniti, che nel contempo potrebbero garantire sostanziosi finanziamenti di cui Manila ha bisogno". Inoltre, "la zona di Payao da cui p. Bossi è stato sequestrato non è campo d’azione dei radicali islamici. Se si parla di fuoriusciti dal Fronte di liberazione islamico Moro si deve intendere dei banditi comuni in cerca di denaro". ” “