"La missione non è riservata ai dodici Apostoli, ma estesa anche ad altri discepoli". Lo ha detto, ieri, Benedetto XVI, prima di guidare la recita dell’Angelus da piazza S. Pietro, riprendendo il passo del Vangelo di Luca, nel quale Gesù "invia settantadue discepoli nei villaggi dove sta per recarsi, affinché predispongano l’ambiente". Ma "Cristo ha evidenziato il Papa – non si limita ad inviare: Egli dà anche ai missionari chiare e precise regole di comportamento". "Questo Vangelo ha aggiunto – risvegli in tutti i battezzati la consapevolezza di essere missionari di Cristo, chiamati a preparargli la strada con le parole e con la testimonianza della vita". Il Santo Padre ha, quindi, ricordato che oggi partirà per Lorenzago di Cadore, dove sarò ospite del vescovo di Treviso nella casa che già accolse il venerato Giovanni Paolo II. "L’aria di montagna ha affermato – mi farà bene e potrò dedicarmi più liberamente alla riflessione e alla preghiera". Di qui l’augurio, "specialmente a chi ne sente maggiore bisogno, di poter fare un po’ di vacanza, per ritemprare le energie fisiche e spirituali e recuperare un salutare contatto con la natura". (segue)