"La Chiesa guarda alle nuove generazioni senza facili pessimismi né ingenui ottimismi… D’altra parte, le nuove generazioni sono portatrici di "istanze profetiche" che la Chiesa non può sottovalutare". E’ quanto afferma mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei impegnato in questi giorni a Carisolo (Trento) nel "V Pellegrinaggio dei giovani alla croce dell’Adamello", inaugurato ieri sera e promosso da Agorà dei giovani italiani in vista dell’incontro di Loreto 2007 (1 e 2 settembre) con Benedetto XVI. Nell’editoriale dell’ultimo numero di Agorànews mons. Betori, citando l’esempio di Giovanni Paolo II, auspica un sempre maggiore dialogo tra la Chiesa e i giovani: "questo reciproco dialogo, da attuarsi con grande cordialità, chiarezza e coraggio, favorirà l’incontro e lo scambio tra le generazioni, e sarà fonte di ricchezza e di giovinezza per la Chiesa e per la società civile". Una linea condivisa anche da Benedetto XVI. Tuttavia, riconosce il Segretario generale della Cei, "nelle comunità cristiane a volte si fatica a vivere un efficace impegno educativo ed un’autentica reciprocità". Per questo l’Agorà dei giovani italiani "propone alle Chiese locali di investire nell’educazione dei giovani alla fede. Ciò comporta non solo un’attenzione preferenziale, ma anche l’avvio di coraggiose sperimentazioni".