La relazione sull’attuazione delle legge 40 costituisce "un brutto esempio di come si possa piegare la realtà alle esigenze dell’ideologia". Così Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, commenta in un comunicato, la Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (Pma), presentata oggi dal Ministro della Salute Livia Turco. "Chi ha redatto quella relazione afferma Casini – sa bene che per effetto della legge 40 un numero minore di embrioni viene sacrificato perché il principio fondamentale introdotto dalla legge è che anche l’embrione umano è un essere umano e che ogni essere umano ha diritto alla vita. Di conseguenza l’interesse degli adulti ad avere un figlio è secondario rispetto al diritto del figlio. Il criterio corretto per effettuare un confronto tra la pratica della Fivet prima e dopo la legge 40 dovrebbe essere allora il confronto tra le percentuali di bambini nati rispetto a quelli generati artificialmente nel 2003 e nel 2005". "Questo dato prosegue la nota del Movimento per la Vita – viene invece accuratamente ignorato per dimostrare che la legge non ha funzionato e che meglio sarebbe tornare a provetta selvaggia. Si arriva così a fare i calcoli non sugli embrioni formati, ma sui prelievi.