La sicurezza a Milano è una questione che preoccupa se solo si considera che, "nel biennio 2004/2005, la situazione del capoluogo lombardo per i reati violenti è, rispetto ad altre città considerate, comparativamente peggiore. Milano è al secondo posto con Torino per tasso di omicidi (1,4) ben distanziata da Napoli, al primo posto con 4,7 omicidi ogni 100.000 abitanti, ma è è al primo posto per tasso di denunce per violenze sessuali (18,7 ogni 100.000 abitanti) e al secondo per tasso di denunce per lesioni (166,1 ogni 100.000 abitanti) e per le rapine in banca e uffici postali (10,2), un dato negativo, ma che va migliorando rispetto alle cifre dei passati bienni". "In una città ha detto il sociologo Guido Martinotti, durante la Presentazione che dal ’73 ad oggi ha perso un terzo dei suoi abitanti, non si può sperare di rovesciare questo processo di de-popolazione Bisogna, però, superare ogni limitata e rischiosa logica di condominio, rimettere al centro il cittadino, utilizzare tutti i metodi della tecnologia oggi a disposizione per ricostruire quella comunicazione faccia a faccia che da tempo si è persa" . E si deve farlo «abbandonando la logica dell’emergenza e evitando deleghe troppo larghe al privato e al privato sociale» come ha riflettuto, da parte sua, monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare per la Città.