La lettera del Papa ai cattolici cinesi "è un chiarimento che andava fatto. Ma la reazione del governo cinese si conoscerà nel tempo, non immediatamente". E’ il parere espresso al Sir da padre Giancarlo Politi, missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere) esperto di questioni cinesi. "La Chiesa di Roma ha detto pubblicamente, soprattutto alla Chiesa cinese, quali sono i punti irrinunciabili e quelli su cui si può ancora discutere afferma padre Politi in una intervista che sarà pubblicata sul prossimo Sir bisettimanale -. Non è un documento diplomatico ma un incontro con la Chiesa per fare chiarezza ed affrontare alcune questioni assolutamente importanti. Ad esempio in una nota si dice pubblicamente e in maniera chiara cosa è l’Associazione patriottica: questo è uno dei passi in avanti". Ad avviso di padre Politi "il Santo Padre ha avuto un grande coraggio a dire quello che ha detto, oltretutto motivandolo. In alcuni punti il testo è un po’ difficile, il governo cinese farà fatica ad addentrarsi nel percorso dei ragionamenti teologici, in mano ad un non cristiano può essere difficile. Ma la lettera è rivolta alla comunità cattolica cinese e all’interno dovrebbe essere compresa bene. Nella Chiesa c’era bisogno di un intervento chiarificatore, preciso". (segue)