I lanci dei missili Kassam da Gaza verso Israele con il conseguente fallimento della tregua, la crisi di credibilità della leadership israeliana, il conflitto interno palestinese tra Hamas e Fatah rischiano di chiudere quella "finestra di opportunità che era sembrata aprirsi dopo l’accordo della Mecca e il successivo rilancio del piano arabo effettuato a Riyadh". E’ in sintesi quanto scrive Janiki Cingoli, direttore del Cipmo, il Centro italiano per la pace in Medio Oriente, in un’analisi pubblicata su cipmo.org. Secondo il direttore del Cipmo "vi è una difficoltà delle diplomazie occidentali a cogliere tutta la portata di quegli accordi: essi hanno la struttura di una scatola cinese. Sono accordi che contengono o rinviano ad altri accordi: il documento dei prigionieri, il Piano arabo, gli accordi firmati dall’Olp, inclusi quelli di Oslo, di cui ci s’impegna al rispetto". "L’equilibrio su cui si basa l’accordo della Mecca è fragile afferma Cingoli – se esso fosse stato recepito con maggiore generosità dalla comunità internazionale, e in particolare dall’Europa, questo avrebbe rafforzato le componenti più realistiche sia di Al Fatah che di Hamas. Di fronte alla sordità o almeno alla insufficiente attenzione internazionale conclude – la parola sta tornando ai falchi palestinesi, e a quelli israeliani".