Una via intitolata al giorno dell’arresto di Bernardo Provenzano. Parte da Canicattì (Agrigento), la città del giudice Rosario Livatino detto da Giovanni Paolo II "martire della giustizia e, indirettamente, della fede" e presentato al convegno di Verona come testimone per la Regione ecclesiastica Sicilia, la proposta di stabilire il toponimo "Via 11 Aprile 2006, fine della vergognosa latitanza di 43 anni di un mafioso siciliano nella sua terra". L’idea è dell’associazione culturale Tecnopolis, che dal 1990 fa memoria dei concittadini vittime di mafia. “È già stata presentata una formale richiesta al sindaco di Canicattì e al presidente del Consiglio comunale dicono da Tecnopolis – per ricordare" un fatto di "sconvolgente portata storica" che "ha segnato la lotta alla mafia, la cattura di Provenzano, avvenuta proprio l’11 aprile 2006". L’intenzione è quella di rendere omaggio alla memoria di cittadini illustri di Canicattì. Nella richiesta anche la promozione del ricordo di chi si è distinto nel sociale attraverso l’intitolazione di una strada e di strutture pubbliche. Così per la Villa comunale che potrebbe prendere il nome di Stefano Saetta, figlio del presidente della I Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo, giudice Antonino Saetta, uccisi entrambi in un agguato mafioso il 25 settembre 1988.