TELEVISIONE: ROSSI (UCSI), "I CITTADINI NON SONO MERCE DA CONSEGNARE AGLI INSERZIONISTI"

"Il servizio pubblico dovrebbe reggere su un patto di mutua lealtà con i telespettatori: intesi non come consumatori da cedere agli inserzionisti, ma come cittadini, persone, famiglie". E’ quanto scrive Emilio Rossi, giornalista e presidente del Comitato di controllo sul codice tv e minori, sull’ultimo numero di "Desk" la rivista dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi). "Un servizio pubblico che in qualche modo barasse si autodistruggerebbe – afferma Rossi -. A loro volta cittadini, che se ne stessero pigri, ricettivi come spugne, mai reattivi al di là del mugugno qualunquistico, finirebbero per essere sempre meno rispettati". Secondo il giornalista il servizio pubblico "ha diritti ma anche obblighi. Gli si chiede l’arricchimento della persona, la promozione dei valori costituzionali, il rispetto del pluralismo, correttezza informativa e riguardo dei minori", ma fare servizio pubblico "non significa offrire solo o prevalentemente documentari, musica colta, balletti e sperimentazioni. Un servizio pubblico per pochi, che già coltivano tali interessi, sarebbe fallito. Non ci si deve vergognare dei grandi ascolti". Questi, però, non "vanno conquistati ad ogni costo". L’intrattenimento "non è precluso ma affidato perché lo produca in modi non volgari, dedicandovi attenzione speciale perché si rivolge al pubblico più vasto". (segue)